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Storia delle Origini

Il testo è stato rilevato dalla pagina della Cumpagnia di Ventimigliusi

http://www.cumpagniadiventemigliusi.it/Agosto_Medievale/Agosto_Medievale.htm


    Nell'anno 1974, su proposta di Erino Viola e del Comitato di Quartiere di Ventimiglia-Alta, l'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo decideva di festeggiare San Secondo invitando il Gruppo Sbandieratori del Palio di Asti.

     La mattina della vigilia, nei loro abiti medievali, gli Sbandieratori di Asti si sono esibiti in piazza del Comune, ma la giusta ambientazione venne data, il pomeriggio, nelle vie e piazze della Città Medievale, debitamente svuotate dalle automobili.

      Il gruppo degli Sbandieratori ha sfilato lungo via Garibaldi e piazza della Cattedrale, pavesate da stendardi colorati, tra due ali di pubblico plaudente.


     Dopo questi episodi, proprio per supplire nel volontariato ventimigliese una manifestazione che potesse dare impulso a qualcosa di diversamente produttivo per il futuro - quello che potrebbe essere l’attività turistica - nel mese di maggio del 1975, l’allora neo Presidente dell’Azienda Autonoma di Soggiorno, il dottor Mario Blanco, coinvolse il Comune e la Cumpagnia d’i Ventemigliusi nell’allestimento di quello che sarà l’Agosto Medievale, una ricostruzione rievocativa delle antiche feste popolari dell’Assunta.


      A sostenere Blanco in questo progetto si sono aggregati: Erino Viola, autore della ricerca di base; Dario Canavese, infaticabile organizzatore; Guido Taroni, rifondatore e sostenitore della regata; Franco Amalberti e Luigino Maccario, risolutori di ogni problema creativo; Nino Greggio, insostituibile tecnico; Secondo Anfosso, aggregatore dei litigiosi vogatori; Elio Gastaldo, segretario dell’Azienda e dinamico procuratore d’immagine.


      Alcune giornate di accomunamento, che la memoria collettiva fissava in agosto, forzatamente sopite col passaggio sul nostro territorio della Rivoluzione francese e timidamente ricomparse con la Restaurazione, vennero spostate al 26 del mese, per la celebrazione del santo patrono della città e della diocesi, il soldato San Secondo; giacché incombeva la necessità affinché il mito guerriero di questo ufficiale della Legione Tebea incanalasse verso il culto cristiano le velleità ludiche popolari della secolare tradizione “agostana” ventimigliese.


      L’idea del Comitato è stata quella di riportare la celebrazione attorno a Ferragosto, secondo i dettami dei documenti rinvenuti. Il patrimonio spirituale di una tradizione che vede impresse le proprie radici nei culti delle popolazioni preromane, abitanti il nostro paese, ci è pervenuto, dal Medioevo, attraverso i riti cristiani della celebrazione dell’Assunta.


     Dell’antico patrimonio spirituale, i nostri antenati conservavano ancora una fertile traccia nell’Evo di mezzo, amalgamata anche con le usanze pagane della romanizzazione.


      Per le nostre genti il mese d’agosto ha assunto significati di sacralità e di rievocazione, fin dall’antichità, e le tradizioni medievali, risultato di questa sacralità, meritavano di essere ritrovate e magari ripristinate.


       Il costo era relativamente contenuto e il richiamo d’immagine era caratteristico della produzione e programmazione turistica di tutta la nazione; inoltre l’attività delle Rezerie di Sestiere, gli organici popolari, veri protagonisti della festa, era stata spassionata ed altamente produttiva.


      Prendeva vigore l’allestimento di un “Corteo Storico Rievocativo” che rinverdisse sempre diversi episodi della copiosa storia cittadina, emulando la medievale e seguitissima Processione delle Maestranze.


       Con gli anni si sentì l’esigenza di mettere in scena figurazioni notturne, in costume d’epoca: nelle vie, nei “carrugi” e nelle piazze del centro storico, prendeva allora forma la “Notte di Medioestate”, seguita quasi subito dalla conseguente “Notte delle Perseidi”.


       Ridiventava consuetudine lo svolgimento di una regata di gozzi liguri a bancale fisso, denominata “Regata dei Sestieri”, tra le gare nautiche che tanta tradizione avevano avuto, fino a memoria d’uomo. Queste si erano andate perdendo nel periodo interbellico, a boicottaggio verso il “palio remiero”, imposto dal potere, con regole pilotate.


        Dalla felice reminiscenza della ottocentesca Palingenesi, riviveva una competizione podistica, in staffetta notturna chiamata “Correria dell’Assunta”, che simbolicamente faceva scandire, alla fiaccola della storia, i luoghi più vivi del nostro passato, retta da corridori “alfieri” medievaleggianti.


        Prendevano forma scuole di Musici ed Alfieri locali che danno luogo, ogni anno, ad un vivace “Asteludo”, una gara roboante e garrula all’insieme. Si riprendeva ad addestrare i giovani “barzamìn” all’arte della “Bataiola”, il battersi in singolar tenzone con armi di legno, protetti da corazze ed elmi di vimini, e a saettare col bulzone, con archi in sferla di faggio.


        Sulla scia di tante rievocazioni veniva riesumata l’antica tradizione del balestrare e costruire balestre, una delle arti primarie, sul territorio della Repubblica di Genova nel Medioevo fino ad oltre la metà del Cinquecento. Raccolta da una Compagnia di Balestrieri in costume, questa tradizione porta a rinverdire i fasti della balestreria rivierasca, che era stata essenziale per lo Stato Ligure medievale.


        Si ricominciava ad assemblare vetuste armi in copia ed a ravvivare il maggio e l’agosto con i ludi medievali legati all’uso della balestra come arma da tiro a segno, per la preparazione dei giovani alla pratica del servizio, prestato verso il Libero Comune Medievale.


       Una sorta di ripetizione del Corteo Storico in notturna, per le vie della città bassa ottocentesca, concludeva i festeggiamenti con le premiazioni delle varie gare e dei concorsi, in una incantevole ed affollata “Notte del Guiderdone”.


       A metà luglio, agosto e settembre le strade di Ventimiglia verrebbero ravvivate dalle variopinte bandiere dei Sestieri ed il turista più attento potrebbe seguire, in compagnia di cittadini interessati, il prestigioso “Festival di Musica Antica”, tra i monumenti più significativi del centro storico.


      Per quanto è stato possibile alle limitate disponibilità economiche comunali ed a una caparbia iniziativa volontaristica, sempre attiva nella nostra città, sulla base delle citate ricerche, si è cercato di rivalorizzare la Città Alta.


        Il centro storico, considerato uno dei più importanti della Liguria, ha mantenuto nella stratificazione dei secoli le testimonianze delle architetture romaniche della Cattedrale, del Battistero, della chiesa di San Michele, dei successivi ampliamenti due-trecenteschi dei quartieri a ridosso della zona portuale del “Lago” e del quartiere Oliveto.


       Le antiche Carrerie lasciano trasparire sia le origini romanico-gotiche della Loggia del Parlamento e della chiesa di San Francesco, sia le trasformazioni cinque-seicentesche della via principale con la costruzione dei sontuosi palazzi nobiliari, a cui furono accorpati i giardini pensili e il grandioso complesso seicentesco delle Canonichesse del Laterano con lo scenografico scalone che caratterizza la piazza della Cattedrale.


       Con la disponibilità di tali tesori e la volontà di rivelare il grandioso passato della nostra città, venivano invitati i cittadini a costituire le Rezerie di Sestiere.  Per queste rinate Rezerie, si provvide a stabilire nuovi confini, che tenessero conto dello sviluppo moderno della città, pur sempre in relazione all’antica divisione urbana ed all’interesse degli antichi retaggi comunali.

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         Rinascevano così le Compagne di Sestiere:

           AURIVEU - BURGU - CAMPU - CIASSA - CUVENTU e MARINA, le vere protagoniste dell’Agosto Medievale.


       Le Rezerie di Sestiere diventavano punto focale delle manifestazioni ventimigliesi di tutto l’anno: il Sestiere CIASSA rigenerava il Carnevale cittadino secondo gli antichi riti, e predisponeva molti spazi culturali o gastronomici, mentre gli altri organizzavano corse, marce, balli e divertimenti di ogni tipo.


     Il Borgo MARINA ritrovava una vocazione aggregativa, che andava sopendosi, ed i novelli fasti del CAMPU ridavano lustro alle rovine Nervine all’antico Teatro romano.


     Il trecentesco CUVENTU riconquistava la memoria comune, mentre AURIVEU e BURGU svegliavano il torpore sociale insito nei recenti caotici insediamenti urbani.


      La rappresentanza in costume, composta da Sbandieranti, Tamburino e Balestrieri, rafforzata da alcuni figuranti del raffinato Corteo, prendevano a frequentare le numerose rievocazioni in costume che sono fiorite in Riviera, sulla Costa Azzurra, in Provenza e nel Basso Piemonte.


      Nel 1990, gli stessi figuranti davano vita alla Comitiva Medievale Intemelia, come associazione espressamente investita del compito di fornire comparse per i Cortei in trasferta.


      Il Ferragosto medievale ventimigliese finiva per coinvolgere, non solo le cittadine limitrofe, ma risvegliava il Medioevo di tutti i Comuni della Riviera di Ponente e non solo.

Rievocazione Mercatino